lunedì 22 maggio 2017

Comme quoi Borges n’a jamais existé

Con un lettore (Flavio Infante) si discuteva dell’ormai celebre articolo di “Linkiesta” sull’inesistenza di Borges, “Jorge Luis Borges non esiste”. La storia, proprio grazie a questo pezzo, credo sia nota a tutti: Aníbal D’Angelo Rodríguez, il responsabile culturale della rivista di estrema destra “Cabildo”, nel luglio 1981 scrisse una lettera sotto pseudonimo affermando che Borges era un’invenzione di un gruppo di scrittori (tra i quali Marechal, Bioy Casares e Mujica). “Le Monde” ci cascò e venne sbeffeggiata dalla stessa rivista («Se io affermassi che la Francia non esiste e qualcuno prendesse questa affermazione sul serio come quella di Borges, potrebbe scatenarsi il panico»). In effetti è imbarazzante che si siano fatti ingannare proprio i francesi, probabilmente i veri inventori del “genere” col classico Comme quoi Napoléon n’a jamais existé di Jean-Baptiste Pérès (1752-1840), che tra l’altro aveva un altissimo scopo scientifico e apologetico.

Comunque, una considerazione immediata che si può fare è che ormai l’aggettivo “borgesiano” ha rimpiazzato il classico “kafkiano”. Chi può resistere alla tentazione di definire questa storia borgesiana? Nell’articolo se ne abusa fino a giungere a un “super-borgesiana”. Forse un giorno, quando faranno un remake di Chiedimi se sono felice, diventerà di moda chiedere “precisamente chi è questo Borgesian?”. 
Al momento però continuiamo ad appiccarlo a qualsiasi cosa, da un semplice déjà vu a quel “pranzo con Videla” che viene evocato anche qui come una delle cause che ha fatto perdere il Nobel a Borges.

Tornando però in tema, il lettore di cui sopra osserva che al pezzo manca un pezzo (chiedo scusa per il gioco di parole… borgesiano?!): dopo che D’Angelo Rodríguez confessa di aver inventato tutto, anche il fatto che per impersonare lo scrittore fosse stato chiamato un attore uruguaiano di serie b, Aquiles Scatamacchia, è lo stesso Scatamacchia a scrivere alla rivista, affermando che è D’Angelo Rodríguez a essere “inexistente” e che lui invece «non solo esiste, ma non è neppure un attore di seconda categoria, dal momento che nel 1936 la rivista “Caras y Caretas” ha pubblicato una sua foto come astro nascente, e nel 1938 ha recitato come comparsa nel film La Virgencita de Madera, finché non sacrificò la sua carriera per diventare Borges» (cfr. “Pagina12”; ne parlò anche “El País” nell’intervista a Borges citata nell’articolo de “Linkiesta”).

Il lettore commenta: «Credo che Borges non avrebbe saputo scrivere meglio di ciò la sua autobiografia». C’è quindi un ultimo risvolto borgesiano nella vicenda… [vedi anche la discussione qui sotto].

5 commenti:

  1. Ecco i tre testi originali di Cabildo, colla tenzone tra Dan Yellow (poi auto-smascherato come D'Angelo Rodríguez) e un infastidito Aquiles Scatamacchia, che protesta la sua veridica esistenza. Tra le due prime lettere, l'inciso del direttore di Cabildo, spiegando l'accaduto in Francia con L'Express:

    «una sociedad se define en primer término por lo sagrado, es decir por lo que considera intangible. La aceptación de la broma marca con gran precisión el límite de la doxa y la gnosis, entre la opinión y la creencia.
    El episodio se inscribe en la misma línea que la ley por la que la liberal Alemania occidental prohíbe que se niegue la existencia de las cámaras de gases en los campos de concentración. De todo lo cual se deduce que se puede escarnecer a la Patria, injuriar a Cristo o negar a Dios, pero no se puede tomar en solfa a Borges o dudar del martirologio judío.



    http://castigatridendomoreselrustico.blogspot.com.ar/2015/02/in-memoriam-anibal-dangelo-rodriguez.html

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  2. Ti ringrazio moltissimo! Avevo cercato a lungo gli articoli originali ma senza successo!

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  3. Nella risposta di Scatamacchia però non c'è scritto quel che dice "Pagina12", e cioè che "sacrificó su carrera para ser Borges"
    (https://www.pagina12.com.ar/diario/contratapa/13-142671-2010-03-26.html). L'attore si lamenta solo per esser stato definito un attore di "seconda categoria". O forse "Pagina12" sottintende che in quegli anni Scatamacchia non poteva interpretare Borges perché era già un "astro nascente"? E' una frase un po' ambigua...

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    1. Non dice nemmeno che «el “inexistente” era D’Angelo Rodríguez». O nel blog non è stato trascritto l'intero carteggio, oppure in questa storia strapiena di equivoci, ognuno si è permesso di aggiungere qualcosa da sé. Si è giunto al caso della studentessa che preparava una tesina su Borges, che volle ricavare dati su Scatamacchia, forse reputandolo reale:

      http://elpartedeltorrero.blogspot.com.ar/2007/03/borges-scatamacchia-y-los-peligros-del.html

      (con delle ulteriori risonanze anche in lingua inglese, secondo riporta l'articolo). Esiste anche un profilo facebook di Aquiles Scatamacchia, con una posa un po' troppo spudorata di Borges:

      https://es-la.facebook.com/aquilesScatamacchia/

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    2. Grazie! Chi è l'autore di quel post, "Borges, Scatamacchia y los peligros del trabajo académico"?

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