venerdì 28 aprile 2017

Macron vuole sanzionare la Polonia

In un’intervista di ieri (27 aprile), Emmanuel Macron si è dichiarato favorevole alle sanzioni contro la Polonia, in quanto tale nazione violerebbe “tutta le regole europee”:

«“Nei tre mesi che seguiranno la mia elezione, sarà presa una decisione sulla Polonia. Metto tutta la mia responsabilità su questo soggetto”, avverte Macron. “Non possiamo avere un Paese che applica diversi trattamenti fiscali e sociali all’interno dell’Unione Europea e che per giunta viola tutti i principi di questa Unione”.
Quindi Macron desidera che entro questa estate siano applicate le sanzioni. Non sul dumping sociale, perché è impossibile allo stato attuale della normativa, ma sui valori. “Non possiamo avere un’Europa che dibatte sui decimali per i bilanci di ogni Paese, e quando invece uno di questi Paesi si comporta come la Polonia o l’Ungheria nei confronti dell’università e della conoscenza, contro i rifugiati, contro i valori fondamentali, non prende alcun provvedimento”. E se non accade nulla dopo tre mesi? “Vedrete che ci riuscirò. Non lascerò l’Europa così com’è ora”.»
A mio parere sono dichiarazioni tanto gravi quanto ridicole, che oltre a dimostrare una profonda ignoranza dei rapporti di forza all’interno dell’Unione (in questo Macron effettivamente ricorda il “nostro” Renzi), certificano la nuova tendenza dei liberali europei di minacciare altri Stati per raccattare qualche voto in più (l’esempio più recente è quello dell’olandese Rutte contro la Turchia). Le sparate del candidato premier giungono infatti “casualmente” dopo la disastrosa visita alla Whirlpool, che appunto ha deciso di delocalizzare in Polonia.

Il ministro polacco per gli affari europei Konrad Szymański ha definito le dichiarazioni Macron “un concentrato di puro populismo”, e ha aggiunto che “in certi casi è difficile vedere le differenze tra Marine Le Pen e il candidato descritto come il più europeista di tutti”. Touché!

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