sabato 1 aprile 2017

Firenze (Aurora Sutra)

Mi piace l’italianità stereotipata che si esprime in questo omaggio alla nostra Florentia da parte del gruppo darkwave (boh) amburghese Aurora Sutra (nato da una costola dei più celebri Project Pitchfork).

Alla voce Patricia Nigiani, all’anagrafe Linda Patricia Nigiani Degl’Innocenti, di padre fiorentino e madre cinese, che in gioventù studiò inglese in Arabia Saudita. Questi sono i pochi dati biografici che offre la Wikipedia tedesca: ciò spiegherebbe almeno la pronuncia decisamente “pulita” dei versi del Magnifico nel refrain

E, per l’appunto, veniamo al pezzo. Mi pare quasi un controcanto colto della famosa “Carbonara” degli Spliff: al posto degli spaghetti e dei mandolini, però, una donna sul Ponte Vecchio attende invano l’amato, e nemmeno degli italiani mascherati riusciranno a strapparla dal suo tormento interiore.
È qualcosa a metà strada tra un testo di Lucio Dalla e una di quelle belle pubblicità anni ’90 (infatti il pezzo risale al 1994): un’Italia piena di sole, dove il carnevale dura tutto l’anno, si beve un caffè con vista sull’Arno, l’orizzonte è segnato dalle irregolarità dei tetti... ma qualcuno di nascosto sta piangendo!

Probabilmente c’è qualche riferimento letterario o cinematografico che sfugge, anche se la scena pare troppo generica e “archetipica” per richiamare una suggestione precisa. Alla fine, come ricordo spesso ai lettori, sono solo canzonette.


Crooked houses lined along twisted streets
The first sunrays break through the fog
And let the streets look enchanted
The river’s surface is calm without a single ripple
On the Ponte Vecchio only a single person can be seen…

“Oh my dear where are you?
I can’t bear this waiting
Isn’t this the place where we wanted to meet?”

Chi vuol esser lieto sia
Che del domani non c’è certezza

Here they are masked masses celebrating
Since days they’re dancing to the streets
Enjoying their foolish feast
They sweep the person into their middle
And try to taint her with their joy
They manage to drag her along
At last she can break free
The frolicking crowd moves away
The person looks down into the river
And a tear mingles with the water below
Case sbilenche allineate per strade tortuose
I primi raggi del sole irrompono dalla nebbia
E riempiono le strade d’incanto
La superficie del fiume è calma senza una singola increspatura
Sul Ponte Vecchio si può vedere soltanto una persona...

“Oh mio caro dove sei?
Non posso sopportare questa attesa
Non era questo il posto dove dovevamo incontrarci?”

Chi vuol esser lieto sia
Che del domani non c’è certezza

Eccoli in massa festeggiare in maschera
è da giorni che ballano per le strade
godendosi il loro folle festino
Tirano in mezzo quella persona 
e tentano di contagiarla con la loro gioia
Riescono a trascinarla
finché lei non si libera
La folla festante si allontana
Quella persona si china verso il fiume
e una lacrima si mischia all’acqua sottostante

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