lunedì 10 aprile 2017

Daghestana

Presentiamo un altro capolavoro del buon Enjoykin: questa volta si tratta di un povero ragazzo daghestano che viene messo in burla per aver predicato la virtù. Per quanto frivolo, il motivetto racconta il Daghestan contemporaneo, terra di confine tra russi, persiani e turchi in cui millenni di storia si concentrano in un solo punto.

La repubblica caucasica, ancora oggi fulcro delle insorgenze fondamentaliste (assieme a Cecenia e Inguscezia) che spaventano Mosca, raccoglie infatti le più disparate testimonianze di umanità: una trentina di lingue divise per altrettante etnie, una tradizione mistica sufi risalente al XIV secolo, gli ebrei delle montagne, una chiesetta (a Datuna) che rappresenta un reperto dei primi cristiani nel Caucaso, le rovine di sassanidi e safavidi che si accompagnano ai recenti tentativi di sovietizzazione e “salafizzazione” – i quali non vanno però confusi con l’islam che riecheggia anche nei vari Иншалла e Mашалла reiterati dal giovane, espressione (così almeno ci si augura) di quell’antica coscienza sufi che da sempre detiene un ruolo privilegiato nella Repubblica e che negli ultimi anni ha fatto da bastione contro le infiltrazioni jihadiste.

E infine, per ricapitolare millenni di stragi e ibridazioni lontane, è giunta la fibra ottica (portata dai russi), che ha consentito al “Paese delle montagne” (così l’etimo) di entrare nella nostra storia.


Хочу обратиться к дагестанцам-пацанам
[Khaču abratit’sja k daghestantsam-patsanam]
(Voglio lanciare un appello a tutti i ragazzi del Daghestan)

Я сам из Дагестана, Aлейкум асалам
[Ja sam iz Daghestana, Alejkum asalam]
(Io vengo dal Daghestan, Aleikum Assalam)

Хочу обратиться к дагестанцам-пацанам
[Khaču abratit’sja k daghestantsam-patsanam]
(Voglio lanciare un appello a tutti i ragazzi del Daghestan)

Ау, ау, ау!
[Au, au, au!]
(Au, au, au)

*

Зауженные джинсы, кепки 228,
[Zaužennye džinsy, kjepki dva-dva-vosim’,]
(Jeans stretti, cappelli 228”[*])

Мокасины красные, никого не просим.
[Mokasiny krasnye, nikavo nje prosim]
(Mocassini rossi, senza chiedere a nessuno)

По городу шатаетесь, чушь свою несёте
[Pa goradu šatajetes, čuš’ svaju nisiote]
(Girate per la città parlando di sciocchezze)

На хатах зависаете, курите и пьёте
[Na khatakh zavisajete, kurite i p’ioti]
(Vi trovate in certi appartamenti, a fumare e a bere) 

*

Ведите себя достойно, Иншалла
[Vidite sibja dastojna, Inšalla]
(Comportatevi bene, Inshallah)

Отца не позорьте, парни, Mашалла!
[Attsa nje pazorite, parni, Mašalla!]
(Non disonorate vostro padre, ragazzi, Mashallah!)

Ведите достойно
[Vidite dastojna]
(Comportatevi bene)

*

Хочу обратиться к дагестанцам-пацанам
[Khaču abratit’sja k daghestantsam-patsanam]
(Voglio lanciare un appello a tutti i ragazzi del Daghestan)

Я сам из Дагестана, Aлейкум асалам
[Ja sam iz Daghestana, Alejkum asalam]
(Io vengo dal Daghestan, Aleikum Assalam)

Хочу обратиться к дагестанцам-пацанам
[Khaču abratit’sja k daghestantsam-patsanam]
(Voglio lanciare un appello a tutti i ragazzi del Daghestan)

Ау, ау, ау!
[Au, au, au!]
(Au, au, au)

*

Зауженные джинсыкепки 228,
[Zaužennye džinsy, kjepki dva-dva-vosim’,]
(Jeans stretti, cappelli 228”[*])

Мокасины красныеникого не просим.
[Mokasiny krasnye, nikavo nje prosim]
(Mocassini rossi, senza chiedere a nessuno)

По городу шатаетесь, чушь свою несёте
[Pa goradu šatajetes, čuš’ svaju nisiote]
(Girate per la città parlando di sciocchezze)

Вы девочек цепляете, девочки в слезах.
[Vy divoček tsepljajete, divočki v slezakh]
(Se ci provate con le ragazze, le fate piangere)

Мужчины так не делают, видит всё Аллах
[Mužčiny tak ne delayut, vidit vsjo Allah]
(Gli uomini non si comportano così, Allah vede tutto)

*

Ведите себя достойно, пацаны
[Vidite sibja dastojna, patsany]
(Comportatevi in modo degno, ragazzi)

[*] Si riferisce alla moda di portare indumenti con il numero 228, che corrisponde all’articolo del codice penale russo sul possesso illegale di stupefacenti.

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