lunedì 27 febbraio 2017

The Boers (Conan Doyle)

(Famiglia boera, 1886)
«Take a community of Dutchmen of the type of those who defended themselves for fifty years against all the power of Spain at a time when Spain was the greatest power in the world. Intermix with them a strain of those inflexible French Huguenots who gave up home and fortune and left their country for ever at the time of the revocation of the Edict of Nantes. The product must obviously be one of the most rugged, virile, unconquerable races ever seen upon earth. Take this formidable people and train them for seven generations in constant warfare against savage men and ferocious beasts, in circumstances under which no weakling could survive, place them so that they acquire exceptional skill with weapons and in horsemanship, give them a country which is eminently suited to the tactics of the huntsman, the marksman, and the rider. Then, finally, put a finer temper upon their military qualities by a dour fatalistic Old Testament religion and an ardent and consuming patriotism. Combine all these qualities and all these impulses in one individual, and you have the modern Boer—the most formidable antagonist who ever crossed the path of Imperial Britain. Our military history has largely consisted in our conflicts with France, but Napoleon and all his veterans have never treated us so roughly as these hard-bitten farmers with their ancient theology and their inconveniently modern rifles» 
[“Prendete una comunità di olandesi, del tipo di quelli che si sono difesi per cinquant’anni contro la Spagna nel momento in cui era la più grande potenza del mondo. Mischiateli con un ceppo di quegli inflessibili ugonotti francesi, che hanno lasciato per sempre case e ricchezze nel loro Paese quando fu revocato l’Editto di Nantes. Il risultato sarà una delle razze più robuste, virili e indomabili che siano mai apparse sulla terra. Prendete questa genia formidabile e addestratela per sette generazioni a una guerra costante contro i selvaggi e le bestie feroci in circostanze in cui i deboli non potrebbero sopravvivere, fategli acquisire abilità eccezionali con le armi e nell’equitazione, date loro un Paese particolarmente adatto per le tattiche del cacciatore, del tiratore e del fante. Infine, temprate le loro qualità militari con un austero e fatalistico culto veterotestamentario e un ardente e divorante patriottismo. Mettete assieme tutte queste qualità e impulsi in un unico individuo, e avrete l’odierno Boero, il più temibile avversario che abbia mai intralciato il cammino imperiale della Gran Bretagna. La nostra storia militare consiste principalmente di conflitti con la Francia, ma Napoleone e tutti suoi veterani non ci avevano mai maltrattato come questi caparbi contadini, con la loro teologia così arcaica e i loro fucili purtroppo così moderni”] 
(Sir Arthur Conan Doyle, The Great Boer War, 1900; cit. da “Adventures In Historyland”)

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