martedì 7 febbraio 2017

Konni

Ho appena scoperto che la cagna di Putin, Konni (Конни), è morta alla fine del 2014 all’età di quindici anni. La notizia mi era completamente sfuggita (ho dovuto anche aggiornare il bestiario): seppur in ritardo, mi sembra doveroso ricordarla, soprattutto perché fu l’unica personalità politica di un certo livello a mettere paura ad Angela Merkel, prima dell’avvento di Trump.

Molti si ricorderanno quando nel gennaio 2007 il Labrador femmina irruppe nella residenza estiva del Presidente russo a Sochi durante l’incontro tra quest’ultimo e la cancelliera tedesca. Pare che Putin non sapesse della cinofobia acuta della Merkel, anche se probabilmente contava sul fatto che l’animale riuscisse a controllarsi: pure Konni, del resto, era sempre stata una cagna mansueta. 

Invece la Mutti si dimostrò come al solito poco conciliante, esprimendo, nel suo russo fluente, la speranza che Konni non mangiasse i giornalisti (qualcuno la interpretò come un’allusione alla recente scomparsa della Politkovskaja). 

La povera Konni decise di far buon viso a cattivo gioco e, dopo aver annusato le mani della governante tedesca, si sedette ai suoi piedi. Negli anni successivi tanti altri politici europei tenteranno questa strategia per ammansire la blonde Bestie, ma sfortunatamente nessuno di loro avrà successo.





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