giovedì 2 febbraio 2017

Camerata Gozzano

«La fervida e convincente e affascinante commemorazione di Salvatore Gotta riscuote unanimi e ripetuti applausi. La Principessa Maria Adelaide si congratula sentitamente con l’oratore.
Indi il signor Celestino Ferdinando Scavini ringrazia a nome della famiglia Gozzano, e legge una commovente lettera della Mamma di Guido, che non ha potuto intervenire alla cerimonia, per l’infermità che da anni la costringe in una stanza. E l’avvocato Mario Pelosino recita il poemetto gozzaniano famoso, L’Amica di Nonna Speranza, con esperta e penetrante arte di dicitore. E infine il Podestà di Agliè, signor Vezzetti, dichiara di prendere in consegna il monumento, a nome del Comune, a nome della popolazione, orgogliosa del suo figlio glorioso.
La gente s’incammina in corteo al camposanto. E davanti alla tomba, dove il poeta riposa accanto al padre suo, si svolge austero e solenne il rito fascista. Una voce chiama:
– Camerata Guido Gozzano.
E la folla, con la sua voce tonante, e i Giovani Fascisti, e le voci squlllanti degli Avanguadristi e del Balilla, delle Giovani e delle Piccole Italiane, rispondono col grido solo:
– Presente.
La tomba si copre di fiori, corone d’alloro, fiori a fasci, che si accumulano, colorati e fragranti. E cade la sera, grigia malinconica sera piovigginosa d’autunno»
(M. Bassi, Il monumento a Guido Gozzano inaugurato ad Agliè, “La Stampa”, Lunedì 23 Ottobre 1933)

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