venerdì 27 gennaio 2017

“Ma smettila, ma lasciami parlare, piantala!” (Bettino Craxi)

«Ma chi è quello là sopra? Ma chi è? Onorevole Martino, la prego!»
«Onorevole Berselli, il Presidente del Consiglio ha diritto di parlare!»
«Ma smettila, ma lasciami parlare, piantala!»
«Onorevole Baghino! Onorevole Berselli, la richiamo all’ordine!»
Una volta (non molto tempo fa, 1985) li trattavamo così. Oggi invece sono loro* gli unici autorizzati a parlare:

«Vedete, io contesto l’uso della lotta armata all’OLP non perché ritenga che non ne abbia diritto, ma perché ritengo che la lotta armata non porterà a nessuna soluzione. Sono convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della questione palestinese. L’esame del contesto mostra che lotta armata e terrorismo faranno solo vittime innocenti nel corso di questo tentativo di lotta armata, ma non risolveranno il problema. Non contesto però la legittimità, che è cosa diversa.
Quando Giuseppe Mazzini, nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell’ideale dell’unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassini politici. Questa è la verità della storia; e contestare ad un movimento che voglia liberare il proprio Paese da un’occupazione straniera la legittimità del ricorso alle armi significa andare contro alle leggi della storia. Io dico una cosa, io dico che l’OLP…
Si contesta quello che non è contestato dalla Carta dei principi dell’ONU: che un movimento nazionale che difenda una causa nazionale possa ricorrere alla lotta armata».
* A scanso di equivoci: “loro” sono quelli che impediscono qualsiasi ragionamento razionale su Israele (come quello di Craxi, il cui preambolo era solamente retorico e funzionale al dialogo tra le parti in conflitto) con ogni mezzo possibile, compresi schiamazzi, urla e scenate isteriche.

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