venerdì 20 gennaio 2017

His majesty’s permission to die

(Royal Standard of Thailand)
«Nowadays in Thailand, there are practices that indicate that the idea of seeing the king as divine god is very much alive. Thais worship the king’s portrait at home. Buddha amulets are sometimes made with the king’s emblems. Royal customs regarding the birth, marriage, and cremation of the king and royal families indicate strong divine god tradition. Dissatisfied with elected politician bosses, Thai bureaucrats will identify themselves as karachakarn [ข้าราชการ] (royal bureaucrats) of the king, not of the elected minister. When a bureaucrat passes away, it is a tradition for his relatives to inform the king of his death (“To ask for his majesty’s permission to die”)»

[“Ancora oggi in Thailandia esistono rituali che indicano la vitalità dell’idea che il re rappresenti una divinità. I thailandesi venerano il ritratto del monarca nelle loro case e gli emblemi reali compaiono spesso sugli amuleti buddisti. Le usanze reali riguardanti la nascita, il matrimonio e la cremazione del re e della sua famiglia indicano forti tradizioni di divinizzazione. Insoddisfatti dei politici di turno, i burocrati thailandesi si identificano come karachakarn (burocrati reali), dipendenti direttamente dal re e non dal presidente eletto. Quando un burocrate muore, è tradizione che i parenti informino il re della sua dipartita (‘Chiedo a Sua Altezza il permesso di morire’)”]
(Evan M. Berman, Public Administration in Southeast Asia, CRC Press, 2011, pp. 31-32)

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