giovedì 8 dicembre 2016

Poliglottismo, mnemotecnica e russofonia spinta (una testimonianza)

Si avvicinano i mondiali del 2018 e credo sia desiderio di molti imparare perfettamente la lingua russa (o perlomeno fare un po’ di pratica). Alcuni amici mi hanno chiesto di dedicare più tempo e spazio al русский язык perché, come dice il mio migliore allievo, «c’è una grande richiesta di russo, spesso inconscia; il problema è che la gente vorrebbe studiare il russo ma è spaventata, non si sente in grado a priori». Per questo d’ora in avanti sul blog ci saranno molte più scritte in cirillico di prima. Tenterò anche di mettere a punto qualche percorso di apprendimento graduale, affinché tutti possano impossessarsi della russofonia nell’anno e mezzo che rimane prima della trasferta russa.

Dal mio punto di vista la memoria è la base della conoscenza, dunque è necessario prima di tutto procurarsi una buona mnemotecnica per immagazzinare il maggior numero possibile di informazioni. Tuttavia non dovrei essere io a spiegarvi quanto siano produttivi i miei metodi, perché tutti conoscono quel noto proverbio russo, “Non chiedere all’oste se il vino è buono” [Никогда не спрашивай трактирщика насколько хорошо его вино]. Preferisco invece proporvi un messaggio audio registrato dal mio migliore allievo (di cui parlavo qualche riga sopra), che ha gentilmente voluto testimoniare l’efficacia dell’aureo insegnamento.

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