martedì 4 ottobre 2016

Il pianeta degli uomini soli

Sui giornali di ieri una notizia sconvolgente (si fa per dire): il giovane medico triestino che avrebbe dovuto partire per Marte tra dieci anni (dopo aver superato una durissima selezione), ha rinunciato “per amore”. In realtà poi ho scoperto che la cosa si sapeva già da un mese e mezzo, ma finché non ne ha parlato il “Corriere” è stata una non-notizia.

Non voglio discutere né sulla serietà del progetto (un reality show marziano finanziato da un imprenditore olandese…) né sulle motivazioni del giovanotto (il quale però dimostra di ignorare che l’“amore” non è un qualcosa di oggettivo, ma una costruzione culturale: si legga il de Rougemont che poi ne riparliamo), ma soltanto riportare alcuni commenti dal portale del “Corriere” che, tra le altre cose, dimostrano la giustezza di quel verso dei Pooh sugli “Uomini soli” («perduti nel “Corriere della Sera”», appunto):





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