giovedì 1 settembre 2016

Mano apnuoginta širdis


Credo che non potrò utilizzare il blog per far pratica di lituano così come con le altre lingue, poiché un’infelice omonimia con un concorrente dell’undicesima edizione del Grande Fratello (che ogni tanto riaffiora) continua a generare malintesi che un po’ mi inquietano. Infatti, come apprendo dalla scheda biografica che ancora campeggia sul sito del “Corriere”, il mio doppelgänger, oltre a essere originario di Carpi (ma il cognome è tipico del ferrarese), ad avere sei tatuaggi e una preferenza per le ragazze «con la carnagione chiara», afferma di aver lavorato in Lituania e dunque di conoscere l’idioma baltico. Non so che lavoro abbia fatto (all’epoca si definiva «ballerino, pr e modello»), ma non è un’eventualità così improbabile che sia riuscito a impararla; insomma non trovo motivi per non crederci, visto che le lingue, ahimè, non si apprendono sui libri.

Il problema è che una delle ragazze lituane con cui sono entrato in contatto, cercandomi su Facebook, ha creduto che io fossi lui, che lui fosse me ecc… È sorto il solito equivoco che poi mi mette in soggezione, perché riconosco che R.M. del GF ha un aspetto più gradevole del sottoscritto (anche se proveniamo dallo stesso ceppo etnico, come si evince dalla capigliatura e dalla forma del cranio).
Adesso ho quasi l’età che aveva il mio omonimo quando partecipò al Grande Fratello, e l’idea che col passare degli anni possa giungere a somigliargli sempre di più inizia a preoccuparmi, poiché ogni identificazione o emulazione mi riporta alla mente il finale de L’inquilino del terzo piano di Polanski: si sa come finiscono queste faccende, c’è scritto pure su Wikipedia («In alcune mitologie vedere il proprio doppelgänger è un presagio di morte»).

Quindi per il lituano è meglio evitare palinsesti; mi farò avanti quando sarò a un livello avanzato. Anche perché è già di per sé una lingua ammaliante, resa tale soprattutto dalle leggende messe in circolazione dai seguaci di Saussure, come Antoine Meillet: «Si vous voulez entendre comment parlaient les Indo-Européens, venez écouter un paysan lituanien», che in lituano suona: «Tas, kuris nori žinoti, kaip kalbėjo mūsų proseneliai, turi atvažiuoti pasiklausyti, kaip kalba lietuvių valstietis».
Anche i contadini oggi sembrano avere una vaga consapevolezza di parlare “il sanscrito d’Europa”, tuttavia l’ipotesi, seppur affascinante, mi pare risenta dell’orientalismo passato e presente (inoltre il “gioco” si può fare con molte altre lingue, ma lasciamo perdere i Manuali di linguistica fantastica, cioè la linguistica tout court).

Comunque, il mio primo messaggio in lituano è quello che segue. Me lo portavo dietro da un paio di anni, visto che uno dei metodi che uso per venire in contatto coi madrelingua è mettere online sempre la stessa cosa finché salta fuori qualcuno così gentile da correggermela. Una volta ottenuto il testo “riveduto e corretto”, posso impararlo a memoria (abbastanza agevolmente, visto che riguarda sempre dettagli autobiografici) e usarlo come modello per scrivere qualsiasi altra cosa. È una prassi che deriva dalla “tecnica dello scavallamento”, con la quale tuttavia arrivo al prodigio di “scavallare” me stesso e autoeducarmi, cioè risvegliare il Maestro Interiore che riposa nell’emisfero destro del cervello (ma che cazzo sto dicendo?).
Ora che non è più un palinsesto, lo lascio qui come sprono a proseguire nello studio del lituano: del resto tre milioni di persone non posso sbagliarsi!
Vakar kiaurą dieną lindėjau kambaryje ir mokiausi lietuvių. Manau, kad skandintis kitoje kalboje yra geras dalykas, man patinka nuskęsti kitoje kalboje, bent jau negalvoti apie tikrąjį skendimą (realybėje).
Iš tikrųjų, kažkas pasakė, kad ji myli mane, dabar dingo (taip, ji yra „dingo“!). Dabar esame tarsi iš dviejų skirtingų planetų. Taip netgi geriau, gal aš klystu? Tas mulkis pats kiša galvą vilkui į nasrus! Bet dabar jaučiuosi geriau, ačiū…
Aš laimingas, kalbėdamas kalbėti apie šiuos dalykus kita kalba. Turiu pripažinti, kad tai tikrai naudinga: ji sukuria barjerą tarp manęs ir mano problemos. Aš nejaučiu daugiau dvasinės vienatvės jausmo. Dėka lietuvių kalbos, esate tikrai gražus kaip visi sakė!

1 commento:

  1. Ciao! Spero tanto che tu legga i commenti anche su post più vecchi. Io sarei una linguista di professione (il condizionale è motivato dal fatto che, anche se ho un dottorato in linguistica slava e insegno linguistica all'università, in realtà ho il complesso dell'impostore e mi vergogno sempre un sacco a scrivere che sono una linguista, perché poi magari mi sgamano a confondere i verbi inaccusativi con quelli inergativi, o i resultativi con il perfetto, e lì casca l'asino), vivo da pendolare fra la Germania e la Danimarca, parlo un circa 10 lingue e mi occupo in particolare di lingue slave, lituano, ebraico e lingue austronesiane (ho fatto ricerca sul campo in Papua Nuova Guinea). è circa un'ora che leggo deliziata il tuo blog, post su lingue che so o paesi in cui vivo/ho vissuto, ridendo a crepapelle (non per scherno, sia chiaro, ma per delizia!), e ti volevo salutare e ringraziare :)

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