giovedì 22 settembre 2016

Benedetto Croce, l’amico di Evola


Non deve sorprendere che, nella voce della Wikipedia portoghese dedicata a Benedetto Croce, venga considerato come evento cruciale nella vita intellettuale del filosofo l’aver tenuto un carteggio (per altro trascurabile) nientedimeno che con Julius Evola. È noto infatti che, grazie all’influenza di Fernando Pessoa, autori che da noi vengono considerati come minimo impresentabili, sono invece considerati “normali” dalla cultura portoghese. Con ciò ovviamente non si intende sostenere che Wikipedia sia lo specchio dell’anima di un popolo, ma è difficile non scorgere un collegamento tra la reductio ad Evolam del povero Croce e la pacatezza con cui, per esempio, si organizzano a Lisbona conferenze sul “sogno imperiale” condiviso dal poeta nazionale e dall’esotérico fascista.

Mentre quindi in Italia Evola è tenuto a distanza di sicurezza e analizzato tutt’al più come fenomeno da baraccone, in Portogallo invece gode del credito derivante dagli interessi esoterici di Pessoa.
Sappiamo infatti – ed è una polemica ricorrente nella pubblicistica di destra – che il Pessoa venduto nelle librerie Feltrinelli è solo una versione edulcorata del vero Pessoa, che fu monarchico, antidemocratico, liberista, elitario e pure “edonista reaganiano” ante litteram (inventò lo slogan per la Coca-Cola).

Un ottimo articolo del pessimo Fraquelli (Tabucchi e la strana attrazione per l’occultista Pessoa, “Lettera43”, 26 Marzo 2012) ricostruisce il milieu allucinante dal quale emerse l’autore preferito da Tabucchi. Una delle pagine più oscure –è proprio il caso di dirlo– riguarda la complicità nell’organizzazione del finto suicidio di Aleister Crowley (descritto in modo tragicomico dal blog “Mundo Civilizado”).
Come scrisse René Guenon allo stesso Evola il 29 Ottobre 1949 dal Cairo: «Crowley […] [nel 1931] era in Portogallo, e scomparve all’improvviso; ne ritrovarono i vestiti in riva al mare, cosa che fece credere che si fosse annegato; ma era solamente una morte simulata, affinché non ci si occupasse più di lui e non si cercasse di sapere dove fosse andato. Infatti, era andato a Berlino per ricoprirvi il ruolo di consigliere segreto presso Hitler, che era allora agli inizi, è ciò che probabilmente avrà dato origine a certi racconti sulla “Golden Dawn” […]».

Per afferrare pienamente gli ideali politici di Pessoa, bisognerebbe in effetti pensarli nella prospettiva di sette e passa secoli di amicizia anglo-portoghese, così come del resto fanno i suoi appassionati di sinistra quando, per “salvarlo”, ne giustificano il conservatorismo con un’ammirazione eccessiva per Albione (la stessa che ispirò Hitler – ma di questo è meglio non parlarne). Quindi Pessoa è sì un destrorso, ma di quella destrosità al servizio degli interessi inglesi che tanto rassicura la nostra intellighenzia.

Dunque, a causa di tutte queste congiunture sfavorevoli, nell’enciclopedia attualmente più consultata al mondo, Benedetto Croce viene ricordato solamente per la sua forte correspondência (7 lettere) con l’“amico” Evola.

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