domenica 15 maggio 2016

La fortuna postuma di TPS

Trovo sul sito del Fonte Sovranista Italiano la traduzione di un articolo del compianto Tommaso Padoa-Schioppa, dal titolo Les enseignements de l’aventure européenne, apparso nell’autunno del 1999 sulla rivista francese “Commentaire” (n° 87, pp. 575-584). Nonostante conoscessi il tono schiettamente elitario di tale personaggio, nonché la sua allergia nei confronti dei processi elettorali, ho creduto che i “sovranisti” avessero accentuato la componente épatant/splatter: invece da un confronto con l’originale si evince che la traduzione è più che corretta… In ogni caso riportiamo sia le citazioni in francese che la versione di R. Ricciarelli, senza ulteriori commenti (e non solo perché De mortuis nihil nisi bonum…):
« À côté du politicien de métier, existent ceux qui conçoivent la politique comme une lutte dont le but est de créer un pouvoir différent, tout en sachant que, une fois créé, ce pouvoir sera, presque à coup sûr, pris par d’autres.
Cette manière de mener une action politique instaure entre ceux qui l’adoptent des rapports complètement différents des relations établies dans le cadre traditionnel. Libérée de toute contrainte de parti, de groupe d’intérêt, de nationalité, d’exigence électorale, de nécessité de gain, elle confère à qui l’adopte une grande liberté d’action et, de ce fait, une efficacité décuplée. Elle crée en outre une disponibilité particulière pour la coopération, l’échange gratuit d’idées et de contributions, la générosité réciproque.
En réalité, ce mode d’action politique est celui des révolutionnaires, qui se résume ainsi : création d’un ordre nouveau; désintéressement, conspiration, idéalisme; alliance de l’activité politique et d’un autre métier.
La construction européenne est une révolution, même si ses révolutionnaires ne sont pas des conspirateurs blêmes et maigres, mais des employés, des fonctionnaires, des banquiers et des professeurs. »

[“A fianco del politico di mestiere, esistono coloro i quali concepiscono la politica come una lotta il cui scopo è quello di creare un potere differente, ben sapendo che, una volta creato, questo potere sarà, quasi a colpo sicuro, preso da altri.
Questa maniera di condurre la vita politica instaura tra coloro che l’adottano dei rapporti completamente differenti dalle relazioni stabilite nel quadro tradizionale. Liberata completamente dal contrasto tra le parti, dai gruppi d’interessi, dalla nazionalità, dall’esigenza elettorale, dalla necessità del guadagno, essa conferisce a chi l’adotta una grande libertà d’azione, e da questo fatto, una efficacia decuplicata. Essa crea inoltre una disponibilità particolare per la cooperazione, lo scambio gratuito di idee e di contributi, la generosità reciproca.
In realtà, questo modo d’azione politica è quello dei rivoluzionari, e così si riassume: creazione di un nuovo ordine; generosità disinteressata, cospirazione, idealismo; alleanza dell’attività politica e di un altro mestiere.
La costruzione europea è una rivoluzione, anche se i suoi rivoluzionari non sono cospiratori pallidi e magri, ma impiegati, funzionari, banchieri e professori.”]
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« L’ Europe s’est faite en suivant une méthode que l’on pourrait définir du terme de despotisme éclairé – procédure parfaitement légitime, mais ancrée à la méthode démocratique par la seule/existence de la démocratie à l’intérieur des Etats, non par un processus démocratique européen. On peut donc parler de démocratie limité. »

[“L’Europa si è fatta seguendo un metodo che si potrebbe definire col termine dispotismo illuminato, procedura perfettamente legittima, ma ancorata al metodo democratico solo per l’esistenza della democrazia all’interno degli Stati, non da un processo democratico europeo. Si può dunque parlare di democrazia limitata.”]
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« Aussi grande que soit l’œuvre accomplie jusqu’ici, l’Union européenne n’est pas complète. Elle ne l’est ni sur le plan des compétences ni sur celui du cadre institutionnel. Non seulement peut-on parler d’incomplétude, mais encore sommes-nous probablement en deçà du point de non-retour, c’est-à-dire du point à partir duquel l’achèvement apparaît comme la suite naturelle – mais ni certaine ni inéluctable – du cours des événements.
Œuvre inachevée sur le plan des compétences, car il manque encore à l’Union la plus fondamentale des fonctions de gouvernement : garantir la sécurité intérieure et extérieure des citoyens. C’est sur le socle de cette compétence que se sont formés les États et c’est pour assurer la suprématie du droit, l’ordre et la sécurité que se justifient leur contrôle de la force et leur monopole des armes. Puisque la force, au contraire de la monnaie, appartient encore aux États, le danger d’un retour au passé n’est pas vraiment conjuré. »

[“Tanto grande quanto sia l’opera compiuta fino ad ora, l’Unione Europea non è completa. Essa non lo è né sul piano delle competenze né sul piano del quadro istituzionale. Non solo si può parlare di incompletezza, ma siamo probabilmente ancora al di qua del punto di non ritorno, cioè del punto a partire dal quale il completamento appaia come seguito naturale, ma né certo né ineluttabile, del corso degli eventi.
Opera incompiuta sul piano delle competenze perché manca ancora all’Unione la più fondamentale delle funzioni di governo: garantire la sicurezza interna ed esterna dei cittadini. È sul solco di questa competenza che si sono formati gli Stati ed è per assicurare la supremazia del diritto, l’ordine e la sicurezza che si giustificano il loro controllo della forza e il loro monopolio delle armi. Poiché la forza, al contrario della moneta, appartiene ancora agli Stati, il pericolo di un ritorno al passato non è veramente scongiurato.”]
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« C’est précisément pour créer la liberté économique entre les pays participants que le législateur de Bruxelles, avec une force et une cohérence que les processus politiques internes des États n’auraient su libérer, a allégé et élagué la législation et les institutions économiques des États membres, pour les adapter au marché et à la concurrence. »

[“È precisamente per creare la libertà economica tra paesi partecipanti che il legislatore di Bruxelles, con una forza e una coerenza che i processi politici interni agli Stati non avrebbero saputo liberare, ha alleggerito e sfrondato la legislazione e le istituzioni economiche degli Stati membri per adattarli al mercato e alla concorrenza.”]
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« Les deux principes sur lesquels repose l’union monétaire représentent l’aboutissement de cette recherche et n’avaient été jusqu’alors, dans aucun pays, mis en œuvre aussi pleinement que dans le cadre établi à Maastricht. Le premier de ces principes est la stabilité des prix affichée comme objectif prioritaire de la politique monétaire; le second est l’indépendance totale garantie à la banque centrale. Ce sont deux éléments pour lesquels ont longtemps lutté les théoriciens, les banques centrales, de nombreuses forces politiques et parfois même l’opinion publique. Cette double position a été conquise; elle devra être défendue, mais la victoire a été acquise. »

[“I due principi sui quali riposa l’unione monetaria rappresentano il risultato di questa ricerca e non sarebbero mai stati messi in opera fino ad allora in nessun paese tanto pienamente come nel quadro stabilito di Maastricht. Il primo di questi principi è la stabilità dei prezzi presentata come obiettivo prioritario della politica monetaria; il secondo è l’indipendenza totale garantita alla banca centrale. Questi sono due elementi per i quali, da lungo tempo, hanno lottato i teorici, le banche centrali, numerose forze politiche e, occasionalmente, anche l’opinione pubblica. Questa doppia posizione è stata conquistata, essa dovrà essere difesa, ma la vittoria è stata acquisita.”]
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« L’importance de la monnaie unique européenne transcende la sphère économique et institutionnelle : elle agit profondément sur les rapports entre personnes, l’identification de la “société d’appartenance”, la psychologie individuelle et collective.
Accepter d’un inconnu un morceau de papier dénué de valeur intrinsèque en échange de biens et services qui sont les fruits de son travail est une des manifestations les plus spectaculaires de la confiance des personnes envers la société à laquelle elles appartiennent. Et rien d’autre, peut-être, n’exprime avec autant de force le lien personnel avec l’Etat que ce geste, accompli de nombreuses fois chaque jour par tout un chacun. Que l’assise de la monnaie soit aujourd’hui devenue européenne constitue donc une mutation d’une immense portée, car elle signifie que la confiance est
maintenant fondée sur l’Europe. La société d’appartenance commune à tous ceux qui utiliseront les mêmes billets en euros (non seulement à l’étranger, comme on entend parfois dire, mais aussi, ce qui est plus significatif, pour payer le café et le journal au coin de la rue) cessera d’être nationale et deviendra européenne. »

[“L’importanza della moneta unica trascende la sfera economica e istituzionale. Essa agisce profondamente sui rapporti tra persone, l’identificazione della “società d’appartenenza”, la psicologia individuale e collettiva.
Accettare da uno sconosciuto un pezzo di carta privo di valore intrinseco in cambio di beni e servizi che sono i frutti del suo lavoro, è una delle manifestazioni più spettacolari della fiducia delle persone rispetto alla società alla quale appartengono. E nient’altro, forse, esprime con tanta forza il legame personale con lo Stato come questo gesto, compiuto molte volte da ciascuno, ogni giorno. Che il corso della moneta sia oggi divenuto europeo, costituisce, dunque, una mutazione di portata immensa, perché significa che la fiducia è ora fondata sull’Europa. La società d’appartenenza comune a tutti a quelli che utilizzeranno le stesse banconote in euro (non solo all’estero, come si intende dire talvolta, ma anche, e ciò è significativo, per pagare il caffè e il giornale all’angolo della strada) cesserà di essere nazionale e diventerà europea.”]
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Aggiungo anche una citazione all’apparenza di nessun interesse ma che, alla luce di quanto osservato ne La questione tedesca come problema letterario, acquista un significato inedito (tout se tient):
« L’Europe s’unifie à un moment de l’histoire humaine où le monde s’unit aussi. En 1827 déjà, Goethe disait à Eckermann : “La littérature nationale n’a plus beaucoup de signification aujourd’hui. Nous voyons naître l’époque de la littérature mondiale”. La délimitation spatiale qui servait de berceau à une culture fait maintenant défaut. »
[“L’Europa si unifica in un momento in cui anche il mondo si unisce. Già nel 1827, Goethe diceva ad Eckermann: ‘La letteratura non ha più molto significato oggi. Noi vediamo nascere l’epoca della letteratura mondiale’. La delimitazione spaziale che è servita da culla ad una cultura, le fa oggi difetto.”]

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