venerdì 12 febbraio 2016

Nunc est bibendum (Deus vult!)

La crociata in forma di aperitivo o movida (o addirittura apericena) organizzata dai francesi è stata obiettivamente entusiasmante, vedi iniziative quali #tousaubistrot che hanno trasformato una bevuta tra amici in un’azione di guerriglia, nonché tutto il battage teso a promuovere il cazzeggio a livello istituzionale come ultimo baluardo di resistenza (l’importante è ricordarsi di non brindare col Ttongsul).
È una evoluzione ideologica necessaria della quale ho discusso diverse volte (vedi “Da Osama a Dash”) e che obiettivamente solo i francesi, a differenza di americani, cinesi o tedeschi, potevano sostenere senza venire ridicolizzati: tanto è vero che un fotomontaggio in cui Gérard Depardieu invece dell’ormai classico “Je Suis Charlie” mostra lo slogan “Je Suis Bourré” è stato preso sul serio dal “Corriere” proprio perché assolutamente verosimile.

Del resto, “slogan” deriva dal gaelico  sluagh-ghairm, “grido di guerra”, dunque anche proclamare la propria ubriachezza potrebbe valere come tale; già qualche mese prima degli attentati parigini alcune associazioni identitarie avevano organizzato a Parigi un aperitivo a vino e salame per denunciare l’islamizzazione della Francia. È utile ricordare che la famigerata “movida” ha avuto sin dagli albori un significato politico (libertario, antifranchista) e uno sfruttamento ideologico ulteriore era da mettere in conto. Tuttavia, allo stato dell’arte, mi sembra che gli schieramenti in campo possano essere degnamente raffigurati dalle immagini che seguono: da una parte, una protesta anti-alcol dei mussulmani dell'East End londinese e un manifesto della “Lega della Temperanza” del 1874 per la “crociata” proibizionista, in cui un gruppo un gruppo di donne guerriere distrugge barili di birra, whisky, gin, rum, vino e liquore “in nome di Dio e dell’Umanità” (fonte); dall’altra, una marcia antiproibizionista degli anni ’30 e un grande Pontefice del XXI secolo che festeggia il suo compleanno (ad multos annos!). Osservate in sequenza, esse si avvicinano all’ideale di società perfetta, che è quella in cui gli uomini bevono e le donne disapprovano gesuiticamente (chissà se l’argomento, ridotto alla propaganda bellica, non porti alla resurrezione dei male chauvinists di una volta).




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