sabato 2 gennaio 2016

San Basilio

«Cerco di fare del mio meglio a cantare e intanto scrivo “San Basilio”, un aneddoto della vita del santo vescovo di Cesarea nella Palestina romanizzata del terzo secolo tramandato dalla “leggenda dorata” di Iacopo da Varagine. Perche? Perché il cantastorie Enzo Del Re cantava dello sgombero delle case occupate a San Basilio e invocava San Basilio in un modo talmente profondo che m’ha incuriosito. L’argomento è il perdono di una peccatrice» (Piero Brega)
Era una donna né santa né infelice
scrisse in un foglio tutti li peccati
per una nostalgia perdonatrice
li scrissi e li guardai lì dichiarati
il nome mio s’è perso e non si dice
che i peccatori so’ dimenticati
di’ come mi salvai da mille pianti
ascolta se ti vanno li mi’ canti
presa la strada come li viandanti
per chiedere il perdono a San Basilio
mi trovo inginocchiata a lui davanti
leggete voi, davanti a voi mi umilio
copre la lista segni cancellanti
con un gesto mi richiama dall’esilio
Cesarea di contadini e di mercanti
il vescovo contato tra li santi
Tutti te li perdono meno uno
per quello vai da Efrem l’Eremita
poiché conosce cose che nessuno
più santa e benedetta e la sua vita
parto con il tramonto della luna
arrivo che la luna è risparita
risponde l’Eremita “Perché io
se non t’ha perdonato Basilio?”
Dove mi porta la strada del ritorno
il petto batte stretto nel rancore
il sole è alto e non s’è fatto giorno
la notte mi si è attaccata al cuore
Alla città non c’è nessuno intorno
porte deserte e via senza rumore
popolo zitto, popolo affannato
dimmi ragazzo che cosa c’è che stato
Basilio ha finito il vescovado
Basilio avvolto dentro il manto
a mostra’ pe’ le strade è portato
ascolta senti li suoni inizia il canto
Ieri ci stava e oggi se n’è andato
avvolto dentro il saio dorme il santo
Donna non devi abbandonare
ti manca ancora tutto devi andare
La terra sale e scende come il mare
al passo dietro al carro del dormiente
Ogni parola è rabbia da gridare
come una disperata, una demente
Maledetto chi m’ha detto di sperare
Basilio è morto e resto senza niente
Grido “Basilio!” e chiamo lui piangente
come fanno tutti intorno l’altra gente
Inutile la lista dei peccati
un cartoccio stretto nella mano
Tiro sul carro quelli perdonati
tiro sul carro quello ancora sano
Balla la carta sopra  il legno bruno
ricade tra la polvere del piano
colgo li mia peccati finalmente
la carta è bianca e non c’è scritto niente

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