martedì 8 dicembre 2015

La tripletta populista

Mi sono imbattuto per caso in un articolo di “Repubblica” di qualche anno fa, Insieme contro gli immigrati così cresce la galassia dell’odio (4 novembre 2007): lo ripropongo ai lettori perché col senno di poi è piuttosto... perturbante.
«I partiti xenofobi si sono fanno largo, conquistano seggi nei parlamenti nazionali e a Strasburgo, diffondono messaggi d’odio. […] L’Olanda ricorda lo choc dell’ascesa e dell’assassinio di Pim Fortuyn. Nel 2001 il leader populista aveva dichiarato che “l’Olanda è piena”. Un anno dopo è stato assassinato da un immigrato. L’Austria non ha dimenticato l’isolamento imposto dai partner europei ai tempi in cui al governo partecipavano i liberali di Jorg Haider, ultranazionalisti e xenofobi. Haider lascerà poi il partito, ma nel frattempo il paese ha varato nuove norme sull’asilo, considerate le più restrittive d’Europa. In Francia un veterano dell’esercito, Jean-Marie Le Pen, è diventato il simbolo della xenofobia. Usando la sua eloquenza e slogan populisti ha fondato -era il 1972- il Fronte Nazionale e nel 2002 è riuscito persino ad arrivare al ballottaggio nelle elezioni presidenziali, battendo l ex premier Lionel Jospin. Razzista e antisemita, è a favore della pena di morte e si è battuto per leggi molto restrittive sull’immigrazione chiedendo anche l’uscita della Francia dall’Unione Europea. La Polonia ha rispolverato atteggiamenti antisemiti grazie all’arrivo dei gemelli Kaczyński, Jaroslaw e Lech, rispettivamente primo ministro e capo dello stato. La loro xenofobia era basata soprattutto sul richiamo a radici cristiane, intese come parte dell’identità polacca e opposte di conseguenza ad ogni “diverso”».
Ecco, i tre nominati... son tutti morti
Fortuyn in realtà all’epoca già stato ucciso, ma l’articolista si è confuso, forse suggestionato dal pensiero di una sacrosanta vendetta del povero immigrato contro il bieco leader xenofobo: sfortunatamente l’assassino era olandese purissimo, un militante animalista che ha ucciso lo sventurato Pim per motivi che ancora non abbiamo capito.

Le Pen (Jean-Marie) invece è l’eccezione che conferma la regola, un po’ come il fumatore di sigari che campa cent’anni (anche se in realtà sembra abbia avuto un angelo custode piuttosto potente, nella figura di Mitterand).

Uno che invece non avrebbe mai potuto andare avanti era Jörg Haider (1950–2008). Non c’è tuttavia soltanto lui a esser morto a causa del suo populismo: ricordiamo infatti il terzo nominato, Lech Kaczyński (1949–2010), scomparo addirittura con tutto il governo (96 persone tra ministri, deputati, capi dell’esercito, ammiragli, e pure il cappellano militare). Il Kaczyński era un puro rappresentante di quel «male dentro l’Europa, letale e contagioso» che vuole «impantanare l’Europa con tre armi: il nazionalismo, l’appello al cristianesimo, la politica dei valori» (Barbara Spinelli nel 2007). E adesso chi resta? Ah sì, Nigel Farage: Peccato che il giornalista di cui sopra si sia dimenticato di inserirlo nella “galassia dell’odio”, altrimenti a quest’ora ce lo saremmo tolti dai piedi… Ma diamo tempo al tempo!

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