mercoledì 11 novembre 2015

11 Listopada

11 Listopada: Narodowe Święto Niepodległości. Oggi 11 Novembre in Polonia si festeggia il giorno dell’indipendenza: è una celebrazione molto sentita a livello nazionale, nonostante alcune organizzazioni abbiano deciso di trasformarla in una manifestazione contro tutto e tutti (l’Europa, la Russia, i gay, gli immigrati, i comunisti ecc…). È dal 2008 che le strade di Varsavia si trasformano in campo di battaglia fra “patrioti” da una parte e polizia (e soldati) dall’altra.
La “Marcia dell’Indipendenza” attira contestatori da tutta Europa, sia dell’estrema destra (ultras e militanti italiani, spagnoli, ungheresi, cechi, serbi ecc…) che dell’estrema sinistra (nel 2011 gli antifa tedeschi furono così numerosi e violenti che per poco non vennero trattati alla stregua di invasori stranieri).
Difficile credere che questa volta andrà diversamente, nonostante la vittoria alle elezioni del “blocco clerico-fascista” (come lo definiscono gli europeisti) di Kaczyński. In ogni caso la polizia polacca non sembra affatto disposta a tollerare le “marachelle” di chicchessia, dunque anche oggi provvederà a garantire l’ordine con un uso massiccio di armi non letali (tra le quali le terribili granate stordenti) – e pure i giudici polacchi sono in genere poco comprensivi verso chi aggredisce le forze dell’ordine.

Per descrivere questo microcosmo, proponiamo una canzone di Basti, un personaggio che in Italia ha attirato un po' di attenzione grazie alla traduzione di un frammento del suo pezzo “Wroga Krew” da parte del canale YouTube “Fort Rus”. Questo artista fa parte della galassia del rap nazionalistico che in Polonia annovera decine, se non centinaia, di gruppi (uno dei temi di moda in questo periodo è l’islamizzazione dell’Europa).
Ovviamente l’essere anti-ucraino non rende Basti un filorusso, anzi… È un fatto tuttavia che la recrudescenza del revanscismo polacco negli ultimi anni sia stato alimentato anche dal sostegno indiretto che Europa e Stati Uniti hanno concesso all’estrema destra ucraina. La crescente canibalizzazione dell’Euromaidan da parte dei “banderisti” è un sintomo che in Polonia desta preoccupazione persino a livello istituzionale (generalmente poco incline a inimicarsi gli americani).
È chiaro, comunque, che questo pezzo esprime i sentimenti di una piccola percentuale della società polacca: la maggior parte delle manifestazioni organizzate per il Giorno dell’Indipendenza sono pacifiche e festose, tanto è vero che, essendo inutili a fini della demonizzazione, nei media nazionali (ed europei) non fanno notizia. Dal canto nostro, se ne pubblichiamo una traduzione è solo per assecondare il sensazionalismo con un po’ più di stile.



[Refren]
To jest Polska, jesteśmy stąd,
Urodzeni tutaj, kochamy nasz dom,
Świętujemy niepodległość, odrzucamy obce władze,
11 listopada pokażemy to razem!
To jest Polska, jesteśmy stąd,
Wychowani tutaj, kochamy nasz dom,
Czujemy przynależność, jesteśmy gospodarzem,
11 listopada pokażemy to razem!

Chwała bohaterom za zwycięstwo,
Za miłość do Ojczyzny, za walkę, za męstwo,
Za wiarę, za Polskę, za niepodległość,
Dziękujemy, że możemy patrzeć z dumą w przeszłość,
To nasza historia, narodowa duma,
Którą przez ponad sto lat zaborca opluwał,
Chcieli nas zniszczyć, stłamsić, myśleli, że się uda,
My byliśmy coraz twardsi, weź to skumaj!
Bo my mamy naszą flagę, nasze godło,
Jesteśmy Polakami, mamy naszą polską godność,
I nawet, kiedy mamy wrócić z walki na tarczy,
Do ostatniej kropli krwi będziemy walczyć, bo lepiej być martwym,
Niż bez honoru, bez fasonu, poddać się komuś,
A jeszcze gorzej sprzedać swoich ziomów,
Swoich braci, zrozum! są tysiące powodów,
By 11 listopada ruszyć dupę z domu.

[Refren]

Tego dnia widzimy się w Warszawie,
Pójdziemy w marszu niepodległości ramię w ramię,
W słusznej sprawie, by przeciwstawić się tyradzie,
Którą fundują nam od lat te pseudopolskie władze,
Tego dnia będziemy świętować niepodległość,
Będąc solą w oku tym, co nie na rękę jedność,
Każdy taki marsz odciska na nich piętno,
Układy republiki Okrągłego Stołu pękną,
Straszyli nas policją, teraz wojskiem,
Szczyt klimatyczny tego dnia to prowokacja, proste,
To podstęp! Chcą zrobić z patriotów czarne owce,
I pokazać w TVN-ie, że tożsamość to problem,
To żałosne, a przede wszystkim groźne,
W Polsce władza antypolska jest i media są antypolskie,
Robią z nas faszystów na łamach Wyborczej,
Już dość tych oszczerstw! To walka o Polskę.
[Refrain]
Questa è la Polonia, noi siamo qui
Siamo nati qui, amiamo la nostra casa
Celebriamo l’indipendenza contro il dominio straniero
11 Novembre, facciamoci vedere tutti!
Questa è la Polonia, noi siamo qui
Qui siamo cresciuti, amiamo la nostra casa
Sentiamo l’appartenenza, siamo ospitali
11 Novembre, facciamoci vedere tutti!


Gloria agli eroi per la vittoria,
per l’amore della patria, per la lotta e il coraggio, per la fede, per la Polonia, per l’indipendenza
Grazie a voi possiamo guardare al passato con orgoglio
È la nostra storia, l’orgoglio nazionale
da secoli umiliato dagli invasori
volevano distruggerci, cancellarci, pensavano di farcela
ma ci siamo fatti più forti, fatevene una ragione!
Perché abbiamo la nostra bandiera, il nostro simbolo,
Siamo polacchi, il nostro onore è polacco
E anche se ripieghiamo in battaglia
Lottiamo fino all’ultima goccia di sangue, perché meglio morti
che senza onore, senza coraggio, sottomessi a chiunque
e ancora peggio è vendere i propri fratelli
i propri fratelli, capisci! Ci sono centinaia di ragioni
per muovere il culo da casa l’11 novembre

[Refrain]

Quel giorno ci vedremo a Varsavia
Andremo alla marcia dell'indipendenza assieme fianco a fianco
Per una giusta causa, resistendo a tutta la retorica
con cui ci hanno riempito queste autorità pseudo-polacche
Quel giorno celebreremo l’indipendenza
Saremo una spina nel fianco di chi non aiuta l’unità
Ogni marcia è un nuovo passo
per far saltare il sistema imposto dalla Tavola Rotonda
Ci minacciano con la polizia, ora con l’esercito
Organizzare la conferenza sul clima quel giorno è una provocazione
È un imbroglio! Vogliono far dei patrioti pecore nere
e mostrare in tv che l’identità è il problema
È patetico e soprattutto pericoloso
In Polonia il governo e i media sono tutti antipolacchi
Ci trattano da fascisti nelle liste elettorali
Basta con queste calunnie! È una lotta per la Polonia

Nessun commento:

Posta un commento