martedì 7 luglio 2015

La guerra che ha cantato

«L’ultima guerra che ha cantato è stata la Civile di Spagna. Ma il reimbarco americano dal Vietnam è muto; le guerre balcaniche di fine secolo sono mute». Così Guido Guido Ceronetti sul Corriere (Un secolo nella morsa delle tigri di fango, “Corriere”, 27 marzo 2014). In realtà è vero il contrario: non solo per il Vietnam (un migliaio di pezzi proprio a favore del reimbarco!), ma soprattutto per le guerre balcaniche, che hanno “cantato” eccome, tanto da far venire il sospetto che se non ci fossero state tutte quelle canzoni forse non sarebbero nemmeno scoppiate.

Ogni gruppo etnico ha prodotto infatti i propri inni, attingendo dal peggio della musica tradizionale e contemporanea: esiste un repertorio sconfinato che va dall’hard rock al turbofolk, dal rap ai canti  con la gusle, dal nashid al reggae. Negli ultimi anni su Youtube c’è stata una vera e propria invasione di questi pezzi: per esempio, una canzonetta del 1992 che celebra le gesta di Radovan Karadžić ai tempi della Republika Srpska si è meritata addirittura un posto d’onore su Know Your Meme. Ne è nato anche un dibattito infinito su chi siano il cantante sdentato e il soldato con la fisarmonica: quest’ultimo a quanto pare sarebbe Novislav Đajić, un criminale di guerra (o eroe serbo, a seconda dei gusti) che sta scontando la sua condanna in Germania. Ora internet lo conosce come Dat Face Soldier e la sua espressione ha ispirato decine di video. La canzone di guerra balcanica è ormai a tutti gli effetti un genere a se stante.
Qui di seguito una traduzione del pezzo con traslitterazione:


Од Бихаћа до Петровца села
[Od Bihaća do Petrovtsa sela]
(Da Bihac al villaggio di Petrovca)

Cрпска земља нападнута цела
[Srpska zemlja napadnuta tsela]
(Tutta la patria serba è sotto attacco)

*ref.*
Караџићу води Србе своје
[Karadžiću vodi Srbe svoje]
(Karadžić guida i tuoi serbi)

нек се види, никог се не боје
[nek se vidi, nikog se ne boje]
(fai vedere che non temono nessuno)

Ојта виде Хрватске усташе
[Ojta vide Hrvatske ustaše]
(Ma insorgono gli ustascia croati)

не дирајте ни огњиште наше
[ne dirajte ni ognjište naše]
(non toccate la nostra terra)

*

Из Крајине кренули су Вуци,
[Iz Krajine krenuli su Vutsi,]
(Dalla Krajina stanno arrivando i lupi)

чувајте се Усташе и Турци
[čuvajte se Ustaše i Turtsi]
(attenti a voi ustascia e turchi)

*ref.*

У одбрани свога српског рода,
[U odbrani svoga srpskog roda,]
(In difesa del popolo serbo,)

боримо се, драга нам слобода
[borimo se, draga nam sloboda]
(combattiamo per la nostra amata libertà)

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