martedì 23 giugno 2015

Parola di Gorkij


Уничтожьте гомосексуализм – фашизм исчезнет [Unichtozhte gomoseksualizm – fashizm ischeznet] (Distruggete l’omosessualità – il fascismo scomparirà);
Уничтожьте гомосексуалистов – фашизм исчезнет [Unichtozhte gomoseksualistov – fashizm ischeznet] (Distruggete gli omosessuali – il fascismo scomparirà).

Questa frase di Gorkij, riportata in diverse versioni (qui sopra le due più frequenti), è nota in Italia per tramite del giornalista G.A. Stella, che da dieci anni a questa parte la ripropone regolarmente sul “Corriere” a dimostrazione dell’atavica omofobia che contraddistingue l’anima slava (ma non è un po’ russofobo tale atteggiamento?).

Non è stato possibile risalire all’articolo originale in cui è stato per la prima volta formulato questo pensiero: in ogni caso dovrebbe essere comparso sul quotidiano Известия [Izvestija] (“Notizie”) il 23 maggio 1934. Ciò che sappiamo è che la frase incriminata si riferisce in realtà un modo di dire che ironicamente Gorkij segnala come battuta diffusa nel Paese dei grandi filosofi, scienziati e musicisti (la Germania nazista). La paternità del motto non è quindi da accreditare a un comunista russo, ma a qualche socialista europeo o tedesco dell’epoca.

Le idee di Gorkij d’altronde non erano così primitive e brutali come si vorrebbe lasciar intendere: in Germania tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 si era sviluppata una prima forma di “omosessualismo militante” sia a livello culturale (il revival ellenico) che politico (Magnus Hirschfeld). Inoltre le pratiche delle SA erano probabilmente conosciute in tutta Europa (Longanesi coniò il motto «a Monaco di Baviera, mutande di lamiera») e quando Gorkij scrisse l’articolo, gli uomini di Ernst Röhm non erano ancora stati liquidati.

In conclusione, la connessione tra omosessualità e fascismo non è più illogica del dogma odierno che impone di credere che, una volta eliminati gli “omofobi”, il fascismo scomparirà…

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