venerdì 15 maggio 2015

Manifesti di propaganda turistica

Non è divertente che gli ideatori della campagna pubblicitaria della Turkish Airlines possano utilizzare gli stereotipi più irritanti senza essere tacciati di “razzismo”? Pare che il turismo sia diventato quindi l’ultima zona franca a riparo dal politicamente corretto.

Del resto, il turismo è affamato di cliché e anche se l’Italia continua a credere che la cosiddetta “accoglienza” sia una esperienza metafisica e filosofica, in realtà quello che i visitatori delle economie emergenti cercano è sempre il Paese di Pinocchio e dei pizzaioli.

«Il turismo è una parodia della mobilitazione generale», sosteneva Hans Enzensberger: in effetti, le analogie tra il manifesto dedicato all’America con indiani, ballerine e sassofonisti neri e un cartellone di propaganda nazista risalente alla Seconda Guerra Mondiale, in parte confermano la giustezza dell’enunciato. 



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