sabato 30 maggio 2015

Forza Abdul!

(“Sette”, 1 maggio 2014)
Ho notato la tendenza, da parte dei giornali italiani, di trasformare in scoop qualsiasi notizia insignificante che nel mondo riguardi le persone di colore: è una sorta di razzismo al contrario, come a dire “Hai visto che anche loro fanno le stesse cose che fanno noi, fumano, giocano a calcio, diventano miliardari ecc…”.

In questo trafiletto di “Sette”, allegato del Corriere, si racconta l’epica carriera politica di tale Abdul Turay, cittadino inglese di origine giamaicane che si è candidato per le europee con i socialdemocratici estoni. Ce l’avrà fatta? Purtroppo no: il suo partito non è andato benissimo
Del resto non è che internet sia prodigo di informazioni su costui: la sua pagina Wikipedia sembra se la sia scritta da solo (e ha pure dimenticato di tradurla in inglese). Praticamente sono l’unico che ne sta parlando in questo momento al di fuori dell’Estonia (e questo è inquietante).

Confesso che già conoscevo il tizio, essendo appassionato, per motivi che difficilmente riuscirei a spiegarvi, alle sottoculture estoni (comunque si chiama Estophilia). Avevo visto la sua immagine ufficiale (sempre la stessa!) su un settimanale, qualche mese fa:


Infatti avevo esclamato: «Uè, che bel negher!», invidioso del fatto che fosse riuscito a imparare l’estone, una lingua (quasi) impossibile. Ora, proprio grazie all’inutile trafiletto di “Sette”, scopro che è sposato da cinque anni con una di quelle fig…lie d’Estonia che a noi italiani sembrano non interessare (vergogna!). Dunque ringrazio il fratello Abdul per avermi dato la speranza di poter imparare l’estone: thank youtänan teid!

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